Oltre 200 anni di esperienza. La storia e le origini del distretto.

Le “origini”:
Il primo costruttore di bastimenti fu Valente Pasquinucci che già nel 1809 aveva allestito, insieme al calafato Pasquale Bargellini, la tartana “San Pietro”.
Nel 1811 la flotta viareggina vanta 19 barche da trasporto e 24 da pesca.
La costruzione dei velieri si sviluppò subito con grandissimo prestigio, grazie all’opera intelligente ed all’estro creativo di Gino Benetti e Fortunato Celli, il popolare “Natino”, che si fece notare per l’eleganza degli scafi tanto che i suoi bastimenti sono entrati nella leggenda. Ne è rimasto suggestionato anche lo scrittore Mario Tobino che nel romanzo “Sulla spiaggia e di là dal molo” gli dedica un racconto, preceduto da questi versi: “Costruisti, Natino, i bastimenti più belli, freschi e superbi in ogni mare, avevano il soffio delle anfore greche”.
Nascono i “barcobestia” con tre alberi armati a nave goletta; è su queste navi he i capitani e i marinai locali arrivano a navigare oltre i confini del mediterraneo e a farsi riconoscere. La caratteristica più evidente di queste imbarcazioni era quella di avere la prua più alta della poppa, la quale ultima era invece sottile e slanciata nella sua elegante rotondità ovale. La definizione che gli inglesi attribuirono alle golette viareggine fu per questo“ the best barc”. Nel 1873 si completano i lavori di costruzione della seconda darsena chiamata “Toscana” e la via Coppino, a sud del canale, è il collegamento tra i primi due bacini dello scalo marittimo. Si afferma così la destinazione portuale e cantieristica della zona meridionale della città. Nel 1886 viene varato il primo veliero da 300 t.s.l. (tonnellate stazza lorda), nei primi del Novecento si costruiscono bastimenti oltre 400 t.s.l..A cavallo tra i due secoli, i più grandi costruttori di Viareggio, sono in grado di costruire velieri di oltre 500 t.s.l. Molti degli artigiani vengono dalle sponde dell’Arno (in particolare da Limite sull’Arno), dove già da secoli si costruivano barche per il trasporto di beni.
La storia “più recente”: Nel 1925 i fratelli Gino ed Emilio Benetti formalizzarono la loro posizione iscrivendo la “F.lli benetti, società di fatto” alla camera di commercio industria e artigianato di Lucca.
I terreni sulla sponda meridionale del canale Burlamacca sono in mano ai costruttori locali, geniali artigiani, profondi conoscitori dell’arte della costruzione in legno ma piccolissimi imprenditori, pressoché privi di capitali ancora lontani dalla cultura d’impresa.
Non mancano i contatti fra la nautica ed il carnevale della città fin dalle sue origini...
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