Le prospettive della filiera nautica ed il ruolo di Navigo, protagonisti di un workshop al Seatec di Carrara


L’attuale crisi economica inizia a far sentire i suoi sintomi anche nel settore della nautica posta di fronte ai primi segnali di recessione. Dall’analisi di questa riflessione partono le domande sulle prospettive di un settore economico e della sua filiera sulle quali il Consorzio Navigo ha chiamato a discutere gli attori protagonisti della filiera in un workshop alla Seatec di Carrara. Un’occasione per lanciare anche proposte chiare sul superamento dell’attuale situazione e che vede nella realizzazione di un polo internazionale del refit a Viareggio e della necessità che in Toscana si faccia realmente sistema, una risposta efficace.
Per questo Le prospettive della filiera nautica, le linee di azione di Navigo centro per l’innovazione e lo sviluppo della nautica toscana, l’evento tenutosi lo scorso 7 febbraio, ha permesso di fare il punto sulla situazione, partendo proprio dalle presa di coscienza della una crisi economica.
«Il crack globale dell’economia mostra di incidere su tutti gli acquirenti di yacht – ha detto, scendendo subito nel merito, Sergio Micheli, presidente di  Navigo -. In questo scenario il nostro Consorzio sottolinea come siano necessari alcuni punti basilari per ampliare lo sviluppo competitivo del settore. Primo tra tutti la realizzazione di un polo internazionale del refitting nautico a Viareggio. Puntiamo molto su questo argomento perché siamo consapevoli che lo sviluppo competitivo di questo settore possa determinare un’area estesa di servizi che intrecciano i punti di forza della filiera con la vocazione portuale e turistica della costa toscana. Questo sicuramente comporta importanti ricadute per il suo sviluppo economico locale».

Un’idea che potrebbe, quindi, essere una base reale per lo sviluppo di un sistema nautica toscano e che sarebbe il collante di un network a servizi. Nel suo intervento, infatti, il presidente del Consorzio ha anche tenuto a precisare come questo obiettivo di primaria importanza favorirebbe anche tutto il sistema delle Pmi.

Le piccole e medie imprese saranno favorite anche da una corretta politica di investimento e di attenzione verso le tematiche ecologiche e di una progettazione integrata in tutte le sue fasi costruttive, come sottolineato nell’intervento di Alessandro Vismara, dell’omonimo Cantiere di costruzioni. «Questi valori tangibili  - ha precisato Vismara - saranno valori aggiunti» così come lo è il sistema del refit che apre prospettive importanti per il settore se a questo si aggiungono le adeguate infrastrutture ed una «adeguata e continua formazione delle maestranze», come ha sottolineato nel suo intervento Giorgio Campini della Tecnopool.  
Sui temi dell’ecosostenibilità e sulla corretta gestione dei “rifiuti” legati al settore dalla cantieristica ha portato invece la sua esperienza Maria Paoletti, presidente di Cala de’ medici nella veste doppia anche di rappresentante della Teseco, annunciando i nuovi studi che saranno portati avanti con NAVIGO sullo smaltimento della vetroresina.
Luigi De Stefano, del servizio mercato di Monte dei paschi di Siena, ha spiegato le modalità delle linee di ausilio del credito, messe in campo dall’istituto di credito toscano che già collabora con Navigo. La banca sarà impegnata a sostenere i progetti ed i campioni del distretto.
I relatori hanno spesso sottolineato l’importanza della ricerca come fattore di sviluppo per il comparto. Proprio sull’esperienza della ricerca come servizio alle imprese ha portato il suo contributo Severino Zanelli, del Polo scientifico e tecnologico della Magona.
Il tema del network e della necessità di fare sistema è stato ripreso anche dalle istituzioni. Sia l’assessore provinciale di Lucca, Francesco Bambini che Marcello Canovaro, assessore provinciale di Livorno, hanno sottolineato questa esigenza e dato la disponibilità per creare percorsi di formazione e ricerca.
Paolo Fadda, infine, dell’Autorità portuale di Cagliari che ha mostrato il futuro dello sviluppo del distretto della nautica di quella regione, sottolineando quanto i rapporti fra distretti possano costituire opportunità reciproche.
Sui temi delineati dal convegno si è registrato un significativo consenso testimoniato da rappresentati sia delle imprese sia delle organizzazioni sindacali intervenuti nel dibattito.
 
 

«Navigo – ha concluso Micheli – si sente incoraggiato dai contributi raccolti nel proporsi di considerare questa crisi come un’occasione affinchè  anche le preoccupazioni che si avvertono e le necessarie azioni richieste per fronteggiarne le emergenze produttive e occupazionali che incominciano a manifestarsi possano essere inquadrate all’interno di un processo strategico di cambiamento che superi gli attuali punti di debolezza del settore. Un processo di cambiamento che sia in grado di  supportare  le imprese nei loro  programmi di innovazione e di sviluppo della loro competitività con progetti e servizi condivisi, che possano contribuire a migliorare, attraverso l’innovazione di prodotti, processi e la qualificazione delle risorse umane, le loro capacità di confronto  con un vasto  mercato internazionale del diportismo  nautico in cui appaiono evidenti insieme alla crisi i segnali di un profondo mutamento della sua domanda di prodotti e servizi ».

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